05 Lug Lavoratore, da oggi puoi scoprire se sei pagato meno dei tuoi colleghi e chiedere il conto al datore di lavoro: ecco come
Pubblicato il: 05/07/2026
In particolare:
- il lavoratore potrà richiedere in qualsiasi momento, mediante istanza scritta, i dati relativi ai livelli retributivi medi, distinti per genere, dei dipendenti che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore
- la richiesta potrà essere presentata direttamente dal lavoratore oppure tramite un rappresentante sindacale o gli organismi di parità. Il datore di lavoro sarà tenuto a fornire una risposta scritta entro due mesi
- l'adempimento potrà avvenire anche attraverso strumenti informatici, come un portale aziendale dedicato, purché siano garantiti l'accessibilità delle informazioni e il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali
- qualora le informazioni comunicate risultino incomplete, inesatte o non sufficientemente dettagliate, il lavoratore potrà chiedere ulteriori chiarimenti. In tal caso il datore di lavoro dovrà fornire una risposta motivata, chiarendo le ragioni delle informazioni trasmesse o integrandole ove necessario.
Accanto ai nuovi diritti individuali di accesso alle informazioni, la normativa introduce specifici obblighi di rendicontazione del divario retributivo di genere. A partire dal 7 giugno 2027, i datori di lavoro che occupano almeno 150 dipendenti saranno tenuti a predisporre un'apposita informativa sul gender pay gap, secondo modalità che saranno successivamente definite con decreto ministeriale.
La rendicontazione dovrà indicare non solo il divario retributivo complessivo tra uomini e donne, ma anche le differenze salariali riscontrate all'interno delle singole categorie di lavoratori, distinguendo tra retribuzione base e componenti accessorie o variabili della retribuzione.
Le informazioni dovranno essere rese disponibili ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali e, su richiesta, trasmesse anche all'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Inoltre, sia i lavoratori sia le rappresentanze sindacali potranno richiedere chiarimenti o dati integrativi. In tali ipotesi, il datore di lavoro sarà tenuto a fornire una risposta motivata entro un termine ragionevole. Qualora emergano differenze retributive non adeguatamente giustificate, egli dovrà adottare le misure correttive necessarie a ristabilire il rispetto del principio di parità retributiva.
Tra gli strumenti più incisivi a tutela del lavoratore figura l'obbligo di procedere a una valutazione retributiva congiunta nei casi in cui emerga un significativo divario salariale
Tale procedura non ha una funzione meramente conoscitiva, ma è finalizzata all'individuazione delle cause del divario retributivo, all'accertamento dell'eventuale esistenza di discriminazioni dirette o indirette e alla definizione di un piano di interventi correttivi idoneo a garantire l'effettiva attuazione del principio della parità retributiva tra donne e uomini.
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